
Bagnasco ha anche parlato della solitudine dell'uomo: "siamo continuamente connessi per essere informati ma in realtà siamo confinati nella nostra solitudine, confusi e deboli. Siamo figli di una umanità distratta e distraente: tutti siamo esposti a questo rischio. Siamo tutti aggrediti perché la mente sia occupata. La cultura che respiriamo ci spinge in ogni modo ad essere distratti: ci occupa come un territorio di conquista, ci invade come si invade un fortino. Sì, siamo 'occupati' da mille rumori, immagini, parole, che ci impediscono di pensare".
Davanti al presepe, ha continuato Bagnasco, "ascoltiamo il nostro cuore senza paura. Di fronte al divino Bambino tutto può emergere. La sua umiltà scioglie le nostre presunzioni, la sua debolezza cancella le nostre miserie, la sua luce illumina le nostre oscurità, dissipa le nostre confusioni, il suo sguardo inerme sostiene la fragilità dei nostri passi".
IL COMMENTO
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