
“Servono 13 milioni immediatamente. Poi saremo usciti dall’emergenza”. Ad assicurarlo è Marco Castagna, presidente di Amiu in scadenza di mandato, che aspetta i soldi da Tursi come un farmaco salvavita. Da parte ci sono già 25 milioni. Salvo sorprese – un altro tentativo di privatizzazione o un ulteriore, impopolare aumento della Tari – la ristante cifra per arrivare a 38 arriverà grazie a qualche taglio sul bilancio, doloroso ma necessario. “Servono per la copertura integrale dei costi e l’avvio delle opere di messa in sicurezza a Scarpino. È una cifra dovuta e indispensabile, vista la mancata fusione con Iren e l’insufficiente aumento della Tari”, spiega Castagna.
Il primo consiglio dell’era Bucci si terrà il 12 luglio, tra il 20 e il 25 dovrebbe essere già discussa la manovra di assestamento per non finire con l’acqua alla gola. Dopodiché, secondo Castagna, si potrà tirare un primo sospiro di sollievo. “Potremo aprire il terzo lotto di Scarpino e riprendere il trattamento del percolato. L’esportazione dei rifiuti fuori regione sarà molto più limitata che in passato. Entro un paio d’anni dovremmo poter voltare pagina”, dice il prseidente.
Scenario che resta compatibile con un’azienda ancora pubblica, che è poi quanto chiaramente delineato da Bucci in campagna elettorale. Gli allarmi di Doria dopo il naufragio dell’operazione Iren sembrano un lontano ricordo. “Perché hanno insistito tanto? Bisognerebbe chiederlo a loro, l’azienda era oggetto e non soggetto – si difende Castagna – certo però che andare avanti col 100% dell’azienda in house al Comune non è percorribile. Bisognerà capire come arrivare alla gara del 2018”. In altre parole la via di mezzo potrebbe essere l’ingresso di capitali privati, ma in quota di minoranza. La palla passa alla futura giunta. Con gli auguri di Castagna: “Spero vivano tempi più facili di quelli che ho visto io”.
IL COMMENTO
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