
Due sono i fronti su cui la nuova amministrazione ha già in mente qualche progetto. Anzitutto il lavoro. “Vogliamo spiegare loro come trovarlo – spiega Serafini – e per questo faremo politiche di orientamento e autoimprenditorialità. E poi c’è un mondo di giovani che chiede di promuovere eventi culturali, e aloro daremo risposte”.
In tema di occupazione si procede in sinergia con gli altri assessorati. Perché l’idea di fondo è sempre quella: attirare a Genova nuove aziende. Da una parte con una politica fiscale e di snellimento della burocrazia, dall’altra col marketing territoriale. “Si tratta di una serie di strumenti – continua l’assessore – per attrarre visitatori, imprese o professionisti. Dobbiamo comunicare la qualità di vita a Genova, il ridotto costo degli immobili, l’inferiore costo del lavoro rispetto a Milano, Parigi e Berlino”. Servirà un grande lavoro di comunicazione che vedrà al centro i social network.
Parlando di cultura uno dei primi impegni sarà la nomina di un nuovo presidente della Fondazione Palazzo Ducale dopo il felice mandato di Luca Borzani. “Il criterio guida per scegliere sarà il merito e la possibilità di dare continuità alla gestione manageriale”, osserva Serafini, anche se “i cittadini ci hanno chiesto di dare un segno di rinnovamento”. Anche sulle formule già consolidate come i Rolli Days sono allo studio miglioramenti come un sistema di realtà aumentata nei palazzi per mostrare ai visitatori come erano all’epoca del loro massimo splendore.
Ma a Genova, secondo la visione di Elisa Serafini, ci sarà spazio anche per la cultura non convenzionale. “Ho in mente una consulta dei giovani creativi – spiega – dove ci saranno performer, artisti e producer musicali”. Mentre nel gruppo dei ‘saggi’ – i collaboratori gratuiti che Bucci vuole affiancare a ciascun assessore – ci saranno parecchie facce nuove. “Ho già chiamato Ermindo Polidori Luciani, professore di pianoforte al conservatorio Paganini, Maurizio Gregorini, fondatore della scuola di cinema e fotografia, e per la parte del marketing Filippo Cavazzoni dell’istituto Bruno Leoni”. E poi “tanti giovani, forse un po’ meno conosciuti, nel mondo dell’underground musicale”.
IL COMMENTO
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