
Se si fa un salto al museo del Genoa basta dare un’occhiata alla bacheca di alcuni giornali sportivi degli anni venti in cui non si puo’ notare un titolo della Gazzetta dello Sport che riporta così: “Clamoroso, la Juventus vince in trasferta col Genoa”. Poi la Coppa Italia nel 1937 che fu l’ultimo trofeo.
Dal dopoguerra la lenta caduta col sorpasso dei club piu’ potenti economicamente. Il Genoa va in B, ritorna in A, riscende tra i cadetti e la sua storia conoscerà per due volte anche la serie C. La storia piu’ recenti parla di qualche anno di massima categoria con la guida di Renzo Fossati, quindi il passaggio ad Aldo Spinelli che arriva al quarto posto e alla semifinale di Coppa Uefa dopo la storica vittoria a Liverpool, fino al scivolone dopo un drammatico spareggio perso col Padova.
Quindi il buio con Dalla Costa, quindi l’avvento di Enrico Preziosi, una gestione da montagne russe all’inizio ma poi la serie A da 13 anni di fila, una Europa League ma anche un paio di salvezze faticose e la mancata licenza per andare ancora in Europa. Tanti campioni in 126 anni sono passati dal Genoa, una galleria infinita di calciatori spesso ceduti per fare cassa.
Ma indelebili sono i ricordi di ognuno col sottofondo della Gradinata Nord, monumento della passione del Grifone. La tifoseria rossoblu’, unico vero patrimonio e custode dei valori del Grifone che continua a volare e a emozionare.
IL COMMENTO
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