
Nel riassetto dei commissari "c'è una 'manifesta volontà' di favorire l'ingresso di investitori esterni che, con risorse limitatissime, verranno a beneficiare degli oltre tre miliardi di ricapitalizzazione intervenute tra 2014 e 2018 e gravate sulle spalle degli azionisti attuali", sostiene Corti. Le azioni Carige "andranno nelle mani di Ccb (o chi per essa)", che ne prenderà il controllo con "un esborso stimato tra 230 e 310 milioni di euro":
Si tratterà di "un vero esproprio delle risorse investite dagli attuali azionisti in favore di un soggetto ignoto", al controllo "con un esborso assai limitato in virtù di una valutazione effettuata ai fini dell'aumento pari a meno del 5% del patrimonio netto al 30 giugno 2019 (55 milioni su un miliardo e trecento milioni)".
Intanto in giornata c'è stato un primo giro di tavolo sulla governance di Carige tra il Fitd e Ccb. "Il dialogo è appena stato avviato. Abbiamo fatto un discorso di carattere generalissimo", ha spiegato il presidente del Fondo Salvatore Maccarone, ricordando che il Cda Carige dovrà venir composto con un minimo di indipendenti, tenendo conto di 'quote rosa' e delle minoranze.
"Abbiamo fatto semplicemente un discorso di carattere generale, senza fare alcun nome", ha aggiunto. Il Fitd intanto ha presentato la richiesta a Bce di avere il controllo di Carige, poi il 16 un consiglio del fondo integrerà i documenti mancanti. "Mi sembra prematuro", si è poi limitato a dire Maccarone sulle indiscrezioni di stampa nei giorni scorsi circa i possibili nomi dei consiglieri della 'nuova' Carige.
IL COMMENTO
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