
"Quello che emerge, dai contenuti delle lettere tra il presidente della Conferenza Stato Regioni e la ministra De Micheli, costituisce un pericoloso precedente sull'intesa con i territori: non ci sono solo a rischio le nomine sulle Adsp, ma l'intero assetto delle materie di competenza regionale, dall'ambiente alla sanità. "Scegliendo la continuita' con la linea tracciata dai 5S, che oggi abbiamo visto in grande imbarazzo tra i banchi della Commissione, la ministra De Micheli ha assunto una posizione pilatesca, che rischia di mettere in forte discussione i rapporti tra il governo e le Regioni", prosegue Rixi.
"Per quanto riguarda il tirare dritto, senza ascoltare i pareri delle Regioni Calabria e Sicilia, in materia di portualità viene totalmente disattesa la legge Delrio, che prevede l'intesa con le Regioni interessate sulla nomina del presidente. La sospensione della nomina, attualmente in esame nelle Commissioni parlamentari competenti, sarebbe stata tanto più opportuna visto che pende l'impugnazione alla Consulta da parte della Regione Calabria, il cui verdetto è previsto per il 28 gennaio 2020. Se il verdetto desse ragione alla Regione Calabria, ci troveremmo davanti all'assurdo di un presidente nominato, ma impossibilitato nell'operatività del suo incarico: gli atti sarebbero nulli per mancanza della continuità amministrativa, una forzatura mai attuata prima. Un'ipotesi assurda che poteva essere evitata se le Regioni coinvolte fossero state ascoltate nelle sedi apposite competenti, come, su richiesta della Lega, e' stato chiesto", conclude Rixi.
IL COMMENTO
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