
La vicenda era cominciata nel 2015 con l'occupazione dell'immobile da parte del movimento di lotta per la casa. Dopo la minaccia di sgombero coatto erano seguite lettere alla Curia e al Papa, un presidio sotto la Curia e diversi cortei di solidarietà per ottenere l'apertura di una trattativa con la stessa Curia. che ha poi svolto attraverso Don Giacomo Martino un decisivo intervento di mediazione tra le parti fino all'accordo raggiunto oggi che prevede per uno dei quattro nuclei l'assegnazione di un appartamento in coabitazione con un'altra famiglia, con un progetto di integrazione e supporto sociale, attraverso il Comune e il progetto San Paolo, e l'assegnazione di appartamenti con contratto ad usufrutto gratuito per un anno agli altri 3 nuclei, attraverso la Fondazione Opere Pie Riunite.
Per Genova si tratta del secondo caso in cui un'occupazione collettiva che si risolve con una soluzione abitativa: nel 2017 23 appartamenti occupati tre anni prima in via Prè e in vico St. Antonio di proprietà di Palazzo Reale, erano stati regolarizzati con contratti di concessione abitativa a canoni popolari.
IL COMMENTO
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