
I volontari di Sant'Egidio hanno organizzato pranzi e feste anche per i detenuti delle case circondariali di Marassi e Pontedecimo, per quelli della casa di reclusione di Sanremo e, in Liguria, anche ad Andora, Chiavari, Rapallo, Savona. Il pranzo di Natale di Sant'Egidio è divenuto tradizionale da quando, il 25 dicembre 1982, venne allestito a Roma, nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, il primo pranzo con i poveri. Si trattava, allora, di una ventina di persone, ma l'invito si è allargato: nel 2018 si è apparecchiata la tavola per circa 60mila invitati in Italia e per 240mila nel mondo, tra Europa, Africa, Asia e America.
BUCCI E BAGNASCO A TAVOLA - 25 pranzi in città e 400 persone nella basilica dell'Annunziata per il tradizionale pranzo di Natale che tutti gli anni la comunità di Sant'Egidio offre ai poveri e agli homeless. Al pranzo hanno portato un saluto il sindaco Marco Bucci e il cardinale Angelo Bagnasco. "Ringrazio la Comunità di Sant'Egidio e i tanti volontari: sono il segno che la nostra città vuole essere sempre più solidale e accogliente", ha detto Bucci. Grazie anche da parte del cardinale per "la vicinanza che vedo in questa basilica e che si svolge in tanti altri luoghi di Genova. Oggi, che è Natale, la vedo in modo particolare ma so che continua lungo tutto l'anno". In un mondo "difficile come il nostro i pranzi di Natale di Sant'Egidio sono segno di contraddizione, speranza e al tempo stesso possibilità per tutti quelli che non vogliono rassegnarsi a un mondo pieno di solitudine e tristezza. Mettere i più deboli e fragili al centro è un bene per tutti", ha ricordato Andrea Chiappori, responsabile della Comunità in Liguria.
DECINE DI MIGLIAIA DI PASTI IN ITALIA E NEL MONDO - Oltre 60mila persone in Italia e 240mila in tutto il mondo hanno partecipato ai Pranzi di Natale con i poveri, amici della Comunità di Sant’Egidio. A ritrovarsi insieme, seduti alla stessa tavola, a partire dalla Basilica di Santa Maria in Trastevere - dove iniziò questa tradizione nel Natale del 1982 - tante persone diverse tra loro: dai senza fissa dimora ai rifugiati venuti con i corridoi umanitari in Europa, dagli anziani soli alle famiglie in difficoltà, fino ai bambini di strada e ai poveri che vivono nelle grandi bidonvilles dell’Africa e dell’America Latina. In Italia, oltre a Genova, sono state coinvolte oltre cento tra grandi e piccole città, tra cui Roma, Napoli, Messina, Milano, Bari, Firenze, Torino, Novara, Padova, Catania, Palermo, Trieste.
IL COMMENTO
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