
Ma non è tutto: la strada statale 586, passata ad Anas un anno fa circa, è presidiata giorno e notte a vista da uomini Anas, perché all’altezza di Rezzoaglio rischia di franare: il materiale sottostante è già scivolato a valle, restano piloni a sostenerla e nessun lavoro è ancora partito. A questo si aggiungono altre criticità, diciamo, minori. “Se chiudesse la statale 586 sarebbe la fine del paese e della valle - spiega Roberto Pareti che è consigliere e commerciante a Santo Stefano d’Aveto - perché per andare a Chiavari ci si impiegherebbero tre ore anziché una abbondante, visto che si dovrebbe passare da Bedonia o dalla Fonatanabuona, ma è impensabile. Devono mettere a posto le strade, e velocemente”.
Gli fanno eco gli esercenti della zona: “Qui viviamo di turismo legato alla neve - che peraltro manca quest’anno - ma non solo: se le strade fossero in ordine e asfaltate in modo umano, la gente sarebbe incentivata a venire: faccia conto che da Chiavari a Cabanne, dopo i due passi della Forcella e della Scoglina, è tutta un buco. Le auto si rovinano per non parlare delle moto. Se vogliono che i paesi dell’entroterra restino vivi e popolati devono mettere a posto le strade se no non ci resterà più nessuno” dicono una barista e un ristoratore di Santo Stefano.
Di motociclisti, in effetti, se ne vedono ormai meno, proprio per colpa di quei buchi dell’asfalto. Il ponte di Gramizza dovrebbe riaprire ai primi di marzo, quello di Pievetta si spera fra una quindicina di giorni. Nulla di sa al momento, in merito alla statale 586, appesa per una frana.
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti