
Si va dal classico registro elettronico dove i prof stanno assegnando compiti extra giorno per giorno a file su Google da studiare per approfondire alcuni argomenti, dalle chat su Whatsapp che mettono insieme alunni, professori e a volte genitori a videolezioni su Skype o su Aulaweb. Ognuno sta cercando di trovare un proprio sistema digitale, pur di poter proseguire il percorso didattico iniziato. E c’è chi ha pure fatto delle verifiche con tanto di voto, come il tema di italiano.
“La nostra classe dovendo svolgere la maturità è un po’ preoccupata: temiamo che questa venga spostata o che vengano modificate le prove”, racconta Alice Di Vincenzo che studia al liceo Lanfranconi. La preoccupazione aumenta per chi invece è ancora in attesa che la tecnologia venga in aiuto: “Al momento al liceo Mazzini non sono state adottate soluzioni multimediali se non una interrogazione online di inglese”, spiega Fabio Marsiglia. “Dal ministero giungono rassicurazioni riguardo possibili agevolazioni agli esami, ma al momento la fiducia è poca”.
C’è chi fa lezione in pigiama, comodamente seduto sul divano, chi invece sta vivendo questi giorni come una “vacanza”, ma “Non vorrei che la scuola poi finisse il 30 giugno per farci recuperare i giorni persi”, commenta Andy Musha, al quarto anno del Firpo Buonarroti. La voglia di tornare alla normalità, insomma, è tanta, anche a costo di tornare a svegliarsi presto e trascorrere le sei ore seguenti tra i banchi di scuola.
IL COMMENTO
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