
Tra le domande che gli operatori del turismo si sono posti c’è quella riguardante il target di età su cui puntare per la ripartenza. La risposta è: Millenials e Generazione Z. Secondo gli esperti sarebbero infatti le persone nate dopo il 1981 le prime disposte a muoversi all’interno dei confini nazionali, sia perché meno colpite dal virus – anche psicologicamente – sia perché più propense ad accettare le nuove condizioni di convivenza sociale. Inoltre, confermano i sondaggi, gli under 35 erano già abituati alle prenotazioni online, nonché ai soggiorni brevi a portata di un ‘click’. Solo in un secondo momento la domanda coinvolgerà le famiglie e gli over 60. Oltre all'affievolirsi della paura di contagio, verranno messi a punto sistemi che permetteranno di avere più comfort e maggiore sicurezza negli spostamenti.
E se la Liguria è tradizionalmente accostata a un turismo ‘over' caratterizzato da lunghi soggiorni a pensione completa, sono in realtà molte le località scelte dai giovanissimi, che, dopo lo stress della quarantena, potrebbero ridimensionare le vacanze estive in soggiorni di relax con attività all’aperto e tour in bici o in moto. Resta ancora in piedi, però, il dilemma sugli spostamenti tra regioni e l’accesso agli arenili. Perché se il Dpcm dice che dal 3 giugno si potranno valicare i confini regionali, non sarà un ‘liberi tutti’ senza controlli. Anzi, è ciò che si vorrebbe evitare attraverso la misurazione della temperatura corporea, le sanificazioni e i DPI obbligatori negli ambienti chiusi. Dall'altra parte, gli operatori del turismo fanno pressioni per un'apertura immediata.
Passeggiate a contatto con la natura e sport outdoor. Queste le due attività che verranno incoraggiate sia in riviera, sia nell’entroterra, con promozioni mirate alla riscoperta dei paesaggi naturali e del patrimonio artistico dei piccoli borghi che costellano la Liguria. La formula di una vacanza sostenibile dai ritmi lenti sarà la soluzione più gettonata, per tutti: stop agli assembramenti e ai luoghi affollati (con il sacrificio di eventi fieristici e discoteche). Tutti i servizi dovranno inoltre garantire il rispetto dei protocolli sanitari in atto per l'emergenza sanitaria, in particolare distanziamento sociale, sanificazione degli ambienti, accesso contingentato.
La riapertura di uffici, negozi e attività commerciali è un altro aspetto che spinge a pensare che il tempo libero sarà appannaggio degli studenti, ancora lontani dai banchi di scuola e dagli atenei. Insomma, se il portafogli lo permetterà, i giovani e giovanissimi faranno ripartire la macchina del turismo ferma, e quasi arrugginita, da ben tre mesi. In questo senso la Regione Liguria si è mossa in anticipo rispetto alle altre realtà italiane e lo ha fatto con lo spot ‘Chi ama la Liguria, oggi la porta a tavola’ diffuso su tutte le reti nazionali, per incoraggiare l’acquisto di quei prodotti tipici che fanno dell’enogastronomia la punta di diamante dell’economia.
Una via per aiutare i liguri sarà anche quella di non obbligarli a passare dalle grandi OTA delle prenotazioni turistiche online, che con le loro percentuali sulle transazioni riducono i margini delle strutture ricettive. A preoccupare gli albergatori anche il discusso ‘Bonus vacanze’ criticato dai rappresentanti di categoria, non ultimo Angelo Berlangieri presidente Unione Provinciale Albergatori Savona, che ha detto: “E’ una follia che farà molti danni tenendo conto che la stagione è ormai persa e che si dovrà superare un nuovo inverno. Ricordo anche che il nostro territorio è soggetto ad alluvioni, con strade danneggiate e collegamenti interrotti”.
Paese che vai restrizione che trovi. Sì, perché non tutta Europa ha chiuso le frontiere e soprattutto non lo ha fatto nello stesso modo. Il caso Italia è un esempio unico, così come lo è stato per il picco di contagi e decessi, mentre altre realtà hanno iniziato fin da subito a ridisegnare un piano per l’estate. Chi sono? Svezia, Islanda e Liechtenstein non hanno chiuso le frontiere, mentre la Norvegia lo ha fatto parzialmente ovvero chiedendo una quarantena precuazionale di 14 giorni a chi arrivasse dall'estero. In Austria, le strutture ricettive hanno aperto i battenti il 29 maggio mentre la Germania accetta solo turisti diretti verso altri Paesi. Più prudente è invece la Francia, che ha frenato su molti aspetti poco dopo aver annunciato una graduale ripartenza.
Un caso-limite è poi quello di Formentera (zero contagi), che ha ricevuto il benestare del governo spagnolo pur restando pressoché irraggiungibile. Il Portogallo sta invece studiando un piano per aprire strutture ‘Covid free’ a cui si potrebbe accedere con uno dei metodi ora sul banco di prova: una sorta di passaporto di immunità Covid-19, che in Italia potrebbe affiancarsi all’uso di braccialetti elettronici per accedere alle spiagge. D'altra parte la specificità del territorio è stata ribadita anche dal premier Conte che, in seguito all'accordo tra governo e regioni, ha delegato ai governatori un'ampia autonomia decisionale, nonché una grande responsabilità che ricadrà anche sui sindaci. Allo stesso modo, i Paesi europei con meno contagi, faranno da apripista sui modelli per l'estate 2020. Appare tuttavia chiaro che l'Italia non può permettersi altri passi falsi.
IL COMMENTO
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