
Resta di certo l’incognita meteo, se si guarda agli anni precedenti l’autunno non è mai stata una stagione felice per l’Isola, spesso colpita da fenomeni intensi come pioggia e vento, portatori di danni in diverse zone. La speranza, ovviamente, è che splenda il sole, ma anche che il pubblico possa assistere alla gara. Il promoter del Wrc, nel comunicato appena diffuso sulla ripresa della stagione, non parla di gare a porte chiuse, ma solo della possibilità di offrire agli organizzatori un buon margine di tempo per organizzare la gestione di grandi masse di pubblico. Libera interpretazioni ai governi ed alle federazioni locali quindi, un fattore che in Italia, visti i recenti fatti del Rally del Casentino, potrebbe giocare a sfavore dei tanti fan pronti a salpare verso la Sardegna.
Il calendario del Wrc 2020 sarà composto così da 8 gare. Tre già disputate (Montecarlo, Svezia, Messico) più le cinque appena presentate: Estonia (4-6 settembre), Turchia (24-27 settembre), Germania (15-18 ottobre), Italia (29 ottobre – 1 novembre) e Giappone (19-22 novembre). Tutte le parti sedute al tavolo sembrano soddisfatte anche se, di fatto, sarà certamente un campionato atipico. Si passerà dai velocissimi sterrati estoni alle complesse e polverose speciali turche, per poi trovarsi sulle temibili strade asfaltate tedesche. Il percorso su terra della tappa italiana verrà svelato a breve, mentre la conclusione sarà nuovamente su asfalto, in Giappone. Un mix completo, che però potrebbe favorire gli specialisti del bitume ed in particolar modo Sebastien Ogier, che si trova attualmente in testa alla classifica dopo lo stop di marzo. Il calendario senza dubbio sorride a chi ha già messo fieno in cascina, mentre chi ha più punti da recuperare, come il campione in carica Tanak, non potrà permettersi il minimo errore e dovrà sperare in qualche defaillance altrui
Al momento la ripartenza del Wrc è dunque confermata, con addirittura due gare di riserva pronte a subentrare qualora dovessero presentarsi problemi per altre manifestazioni. Belgio e Croazia stanno alla finestra, dopo aver dato la disponibilità ad ospitare una tappa mondiale.
IL COMMENTO
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