
La tassa, introdotta nel 2011 per far fronte alla crisi economica, è un'aggiunta al ticket già pagato per le prestazioni sanitarie: 10 euro in più su ogni ricetta per le prestazioni ambulatoriali (visite ed esami specialistici). Ogni regione poi ha avuto la facoltà di applicarlo in modo differente. A livello nazionale, per il Codacons, il superticket vale tra i 500 e gli 800 milioni di euro annui. "Non vi sono numeri certi sul gettito garantito da tale balzello anche perché le amministrazioni regionali procedono in ordine sparso e cambiano spesso le carte in tavola", sottolineano i consumatori.
"A fine 2019 il Superticket si pagava integralmente in 9 regioni: Abruzzo, Liguria, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Lombardia. Non previsto invece in Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Valle D'Aosta e Piemonte. In tutte le altre è invece applicato in maniera proporzionale al valore della ricetta oppure proporzionalmente al reddito", spiega il presidente Carlo Rienzi. "Tutto ciò crea disuguaglianze inaccettabili tra cittadini in base alla regione di residenza", concludono i consumatori.
IL COMMENTO
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