
Tutto è partito da una lettera, sottoscritta dal consigliere regionale Sanna, dal presidente del municipio della Valpolcevera Romeo, dal sindaco di Campomorone Campora che avevano denunciato una mancata reazione a livello territoriale dopo le sconfitte degli ultimi anni, in particolare quella delle ultime regionali.
“La lettera è servita – ha detto Armando Sanna a Primocanale - non ci fermiamo qui. Vogliamo velocizzare il reale cambiamento del partito democratico che c’è stato a livello nazionale, con le dimissioni di Zingaretti”. Sanna sottolinea che in proporzione le responsabilità del segretario ligure erano superiori a quelle dell’ex leader nazionale del partito e aggiunge: “Andreamo avanti con l’assemblea nella quale chiederemo le dimissioni del segretario e della segreteria regionale.E’ arrivato il momento di cambiare passo, ascoltando i territori e ascoltando i circoli”.
“Qualcuno ha provato a dire che siamo una corrente, che siamo solo amministratori – aggiunge Sanna - Non è vero, siamo persone che credono nel Pd, siamo militanti che ascoltano la base e che chiedono una assemblea finalmente come luogo di confronto e di sintesi per arrivare a un cambiamento”.
Al dibattito di Primocanale ha partecipato anche il capogruppo in comune a Genova Alessandro Terrile che chiede di tornare a consultare gli iscritti per decidere la leadership e non solo: “Penso che a Genova e in Liguria non dobbiamo avere paura di una bella parola che è congresso. Dobbiamo non avere paura di avere uno scontro tra due, tre o più candidati. È tanto che non si fa, dal 2013 a livello provinciale, dal 2014 a livello regionale. Pensiamo a un congresso dove si scontrano idee e votano gli iscritti, pensate che bello. Gli iscritti votano e si scelgono un segretario, poi si torna tutti insieme. Sarebbe anche un modo per togliere potere ai caminetti, stiamo morendo di caminetti. Le mummie nascono dai caminetti, non dai congressi”.
IL COMMENTO
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