
Questo commento ha scatenato le ire di un'altra consigliera, Maria Tini (M5s) che ha parlato di sessismo: "Non si sarebbe mai permesso di dire una cosa del genere se Lodi fosse stata un uomo, il presidente chieda scusa". Fino a quel punto era stata discussa e già respinta la proposta di sospensiva della delibera presentata dal consigliere Pd Stefano Bernini.
E dal presidente del consiglio comunale sono arrivate le scuse: "Mi sono scusato per aver detto alla Consigliera del Partito Democratico Cristina Lodi che la sua lite oggi in Consiglio comunale era dovuta alla folta presenza di giornalisti, ma le sue affermazioni, pronunciate durante la discussione sull'ammissibilità di alcuni Ordini del giorno sull'uso temporaneo dell'area individuata al Parco degli Erzelli per il parcheggio dei mezzi pesanti, sono gravissime e andavano assolutamente evitate. Mi spiace per aver detto quella frase, ma non riuscivo a interrompere l'intervento della consigliera, anche la Lodi però chieda scusa all'aula" ha spiegato in una nota Bertorello.
"Sono stato accusato di sessismo dalla consigliera Maria Tini (M5s), ma qui la differenza di genere non c'entra propria nulla - ha proseguito Bertorello -. In particolare la frase - Non siamo su "Scherzi a Parte"- che la Lodi in apertura del suo intervento ha rivolto alla maggioranza di quest'aula, ha offeso non solo i consiglieri della maggioranza, ma tutte le persone che ogni giorno lavorano per questa amministrazione. Quando da me richiamata all'ordine, la consigliera ha continuato a parlare senza ascoltare il mio rimprovero, mi sono visto costretto a togliere l'audio dal suo microfono convocando d'urgenza la Conferenza dei capigruppo".
IL COMMENTO
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