
"Un record doppio – prosegue Rosso – perché abbiamo avuto il massimo di pioggia caduta nelle 12 ore, più che quella che cadde a Bolzaneto nella terribile alluvione del 1970. E per lo più caduta sul versante padano e non ligure dell’Appennino, cioè a Rossiglione, lungo lo Stura. Non c’è stato l’effetto-shadow che rende i fenomeni leggermente meno intensi e meno cospicui nella parte all’ombra dei venti".
"I fiumi e i torrenti sono chiusi, imprigionati da costruzioni, dal cemento perché in Liguria non ci sono spazi. Ma dobbiamo dire con soddisfazione che questa volta il sistema ligure ha retto bene e che c’è stata una grande consapevolezza della popolazione dimostrata dal fatto che, per fortuna, non si sono registrati morti in automobile. Nelle alluvioni più della metà delle vittime sono persone che si trovavano in macchina".
Rosso, sottolinea nell’intervista a Primocanale, lo stato del territorio ligure "molto provato e anche molto vecchio, dove i muri di contenimento sono in calcestruzzo". Primocanale sta realizzando un docufilm sui dieci anni dell’alluvione tragica del 2011, prima nello spezzino con ventitré vittime, poi a Genova con sei vittime, quattro donne e due bambine piccole.
Ora con gli scolmatori possiamo stare un po’ più tranquilli?
"Il piccolo scolmatore del Fereggiano funzionerà e certamente sarà di grande importanza lo scolmatore del Bisagno che dovrebbe garantire sicurezza. E’ un’opera antica, proposta dal 1971 e ho contribuito a sostenerla. Ho scosso, allora, una questione che da vent’anni non era stata mai presa seriamente".
IL COMMENTO
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