
Per il poliziotto pugliese della valle dei Trulli, innamorato dei carruggi genovesi e del pesto, si prospetta una situazione “confusa, in una città in parte reale in parte politicamente inventata, con complicazioni anche casalinghe oltre che lavorative. Nato dieci anni fa con la sua prima avventura, “Troppe buone ragioni”, uscito nel 2011, il capo della Mobile torna in pista con una indagine da portare a termine”.
A fare da sfondo e da coprotagonista come sempre è Genova, con i suoi chiaroscuri, vicoli e vallate, palazzi e diverse sfaccettature, ma soprattutto con la sua borghesia e i vizi e virtù della storica genovesità. "C'è sempre qualcosa poi della propria esperienza, i miei libri sono sempre diari camuffati, viene evocato qui il periodo delle seconde Brigate Rosse. In questo caso siamo alla fine degli anni Novanta, a Roma c'è il delitto del professor Dantona e anche qui a Genova succede qualcosa". Di più non si può svelare del nuovo giallo tutto genovese.
IL COMMENTO
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