"L'arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, non ha dato alcun via libera" al Gay Pride annunciato per il 13 giugno 2009 a Genova, "prendendo atto di decisioni che spetta ad altri valutare". Lo afferma in una nota diramata stamani il direttore dell'Ufficio Comunicazioni Sociali e Stampa dell'Arcidiocesi di Genova, Carlo Arcolao, a proposito del breve commento del cardinale raccolto ieri in Terra Santa da un giornalista. "Raggiunto lunedì dalle domande di alcuni giornalisti mentre era fuori sede, in pellegrinaggio in Terra Santa con i suoi diocesani - prosegue il portavoce dell'arcivescovo di Genova - il cardinale ha semplicemente richiamato le regole della buona educazione che valgono sempre, in ogni caso, da parte di qualsiasi interlocutore".
"UN FRONTE COMUNE BIPARTISAN CONTRO IL GAY PRIDE"
Nonostante l'apertura del cardinale di Genova Angelo Bagnasco, il mondo politico ligure è sempre spaccato sul Gay Pride in programma nel capoluogo ligure il 13 giugno 2009. Oggi il capogruppo regionale di An Gianni Plinio ha inviato agli esponenti del Pd contrari alla manifestazione di organizzare "iniziative comuni di dissenso". "Prendo atto con piacere - scrive Plinio in una nota - che autorevoli esponenti del Pd come il presidente della Provincia Repetto, il senatore Gustavino, e il segretario regionale dell'Udc Monteleone la pensino come me sul fatto che non è con una carnevalata oscena e blasfema che si giova ai diritti dei gay. A loro - spiega Plinio - rivolgo l'invito a sviluppare iniziative comuni di dissenso per far negare il patrocinio del Comune di Genova alla manifestazione ed impedire, in ogni caso, che la tradizionale processione del Corpus Domini tanto cara ai genovesi possa incrociare il corteo esibizionistico di gay, lesbiche e trans". "E' senz'altro degna di rispetto l'opinione del Cardinale Bagnasco a non essere contrari a manifestazioni di pensiero quando essa non offendono ed avvengano in forma corretta - conclude Plinio - il Gay Pride finora è stato l'esatto contrario soprattutto per l'ostentazione, come nell'ultima edizione bolognese, di indecenti caricature del Santo Padre e pesanti offese rivolte allo stesso Presidente della Cei".
IL COMMENTO
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