Cronaca

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Un ingegnere dell'Inail di 37 anni, coinvolto nell'inchiesta della procura di Genova sulle pensioni per l'amianto, si è gettato dalla finestra del suo appartamento, al sesto piano di un edificio di via Pré nel centro storico genovese, finendo sull'asfalto di piazza Statuto. Al momento del suicidio in casa con l'uomo c'era la convivente. Secondo quanto si è appreso, l'uomo era stato raggiunto da un avviso di garanzia nell'ambito dell'inchiesta sulle pensioni per amianto una decina di mesi fa ed era già stato sentito dai magistrati prima dell'estate. L'ingegnere infatti lavorava in un ufficio dell'Inail che si occupa della valutazione dei rischi sui posti di lavoro. L'uomo era in cura per crisi depressive e seguiva una terapia farmacologica. Non è chiaro se il suo stato di salute fosse precedente o conseguente alle sue vicende giudiziarie. L'ingegnere aveva avuto due figli dal precedente matrimonio e da una nuova unione era nato un bimbo che ora ha otto mesi. Con la nuova compagna era andato a vivere in via Pré da un paio di settimane, dopo la ristrutturazione dell'appartamento che la notte scorsa è stato teatro del suicidio. Sulla base di quanto ricostruito dalla convivente, i due stavano chiacchierando, quando lei ha lasciato la stanza. Rientrando non ha più visto il compagno, ma la finestra era aperta. Affacciandosi ha visto il corpo sul selciato di Piazza Statuto. Il corpo dell'uomo è all'obitorio dell'ospedale San Martino a disposizione della magistratura. Le indagini nell'ambito dell'inchiesta sull'amianto hanno già provocato l'invio da parte dell'Inps di un migliaio di lettere ad altrettanti pensionati genovesi in cui si avverte che le pensioni già corriposte devono essere considerate provvisorie. L'inchiesta ha inoltre portato all'iscrizione nel registro degli indagati dell'ex direttore dell'Inail di Genova Pietro Pastorino, di cinque capi reparto e di un capo area dell' Ansaldo, tutti accusati a vario titolo di corruzione, truffa, falso e abuso d'ufficio. Ieri l'Inail, probabilmente a scopo preventivo, ha invece inviato una decina di lettere per bloccare i benefici della legge sull'amianto ad altrettanti pensionati che ne hanno già usufruito. Almeno sino a quando non saranno compiuti i necessari accertamenti.