Politica

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Anche a Genova i magistrati dell'associazione hanno protestato contro le riforme del governo, dal "processo breve" alle intercettazioni, passando per i tagli al personale fino alle limitazioni per i neomagistrati, abbandonando l'aula al momento dell'intervento del rappresentante politico. Un disegno di legge "devastante" e un quadro "inquietante di prospettive di riforme". Sono questi i termini usati dal presidente della sezione ligure dell'Anm, Francesco Pinto, nel discorso pronunciato durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario. "La sentenza del Tribunale di Milano sul Lodo Mondadori - si legge nell'intervento - e la pronuncia sulla incostituzionalità del Lodo Alfano da parte della Corte costituzionale hanno scatenato una irrazionale campagna riformatrice della giustizia penale e dell'ordinamento giudiziario, dai contenuti assolutamente incongrui". "Appare assolutamente devastante - prosegue Pinto - il disegno di legge sul processo breve. Solo una massiccia dose di superficialità può fare ritenere tale riforma l'attuazione dei principi del novellato articolo 111 della costituzione. Si tratterà in realtà di una vera propria amnistia mascherata". "Sempre più il processo penale - conclude - sarà funzionale alla sola repressione della devianza marginale mentre mostrerà la sua inadeguatezza a fronteggiare i fenomeni di illegalità che permeano settori rilevanti dell'economia e della pubblica amministrazione. A fronte di questo quadro inquietante ci sono ancora tagli di risorse, riduzione e dequalificazione del personale amministrativo".