GENOVA - Il problema degli alloggi e degli affitti per gli studenti universitari arriva in consiglio comunale a Genova. A lanciare la mozione che chiede a Tursi come intende agire è il consigliere di Vince Genova Valter Pilloni che chiede all'amministrazione di farsi parte diligente per esaminare e risolvere il problema. Negli ultimi mesi è scoppiato il caso degli affitti alti per gli studenti universitarie di Milano e delle altre grandi città universitarie. "Il governo ha messo a disposizione 660 milioni di euro di fondi recuperati dal Pnrr da aggiudicare per realizzare bandi finalizzati all'housing universitario" spiega Pilloni.
Aliseo (Agenzia ligure per gli studenti e l'orientamento) a Genova mette a disposizione poco più di mille posti letto destinati agli studenti che presentano domanda di benefici economici che sono in possesso dei necessari requisiti: iscrizione all'Università, condizioni economiche particolari e merito. La stessa agenzia ha da poco pubblicato un bando che mette a disposizione 156 posti letto a pagamento nel periodo compreso tra il primo settembre 2023 e il 31 luglio 2024. Esistono diverse situazioni, da una parte ci sono le residenze universitarie: 18 a Genova e una a Savona; poi c'è il servizio abitativo a concorso; infine ci sono gli alloggi a pagamento.
Se a Milano la questione affitto di una stanza per studenti è un problema rilevante con prezzi che arrivano a 500 euro al mese, spesso e volentieri in nero, a Genova il tema sembra essere meno cruciale. Navigando sui siti internet e sui social dedicati si trovano occasioni di camere a 300-320 euro sia nei vicoli che nelle zone attorno alle principali facoltà come via Balbi, Principe o San Martino e San Fruttuoso. Stessi prezzi a Sampierdarena o Marassi. Mentre per un monolocale o bilocale è difficile scendere sotto i 500 euro (spese escluse).
All'Università di Genova ci sono circa 35 mila iscritti, l'11% sono stranieri e arrivano da 115 nazioni diverse come spiega la stessa Unige, di fatto oltre 3800 studenti. A questi si aggiungono i fuori sede italiani che però non sono moltissimi. Secondo i dati la provincia di Genova non rientra nelle prime 15 province italiane per numero di studenti fuori sede accolti sul territorio (fonte: I trend da conoscere sulla mobilità studentesca pubblicato nel dicembre del 2022).
Primato di attrattività che spetta a Pisa, seguita da Ferrara, Siena, Bologna, Trieste e Parma. Il dato di 'fuori sede nazionali' che la regione attrae da altre regioni in Liguria è rimasto più o meno invariato nel corso dell'ultimo decennio: nel 2010/2011 era l'1'8%, nel 2021/2022 è l'1,5%. Emilia Romagna e Lombardia viaggiano su percentuali attorno al 20%. Alta, ma in decrescita nell'ultimo decennio, la percentuale di studenti che si sono immatricolati nella regione di residenza: nel 2010/2011 era l'81%, nel 2021/2022 è del 68,8%. La Liguria attrae tra il 2 e 5% studenti in arrivo soprattutto da Piemonte e Valle d'Aosta ma ne cede in una percentuale tra il 5 e il 10% a Lombardia, Piemonte e Toscana e tra il 2 e 5% all'Emilia Romagna. Questo evidenzia come a Genova arrivino soprattutto 'fuori sede' stranieri.
Martedì la questione degli alloggi verrà discussa a Palazzo Tursi, uno degli obiettivi del sindaco era quello di popolare i vicoli di Genova di studenti.
A Genova sono considerati fuori sede tutti coloro che risiedono nei comuni non appartenenti alla Città metropolitana di Genova eccetto Varazze in provincia di Savona. Sono considerati fuori sede anche i residenti nei comuni del litorale di Levante da Chiavari verso la provincia della Spezia. E poi sono fuori sede i residenti dei comuni dell'entroterra: Tiglieto, Valbrevenna, Crocefischi, Vobbia, Torriglia, Cogorno, Fascia, Fontanigorda, Gorreto, Montebruno, Propata, Rondanina, Rovegno, Borzonasca, Carasco, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Cicagna, Coreglia Ligure, Favale di Malvaro, Leivi, Lorsica, Lumarzo, Mezzanego, Moconesi, Ne, Neirone, Rezzoaglio, San Colombano Certenoli, Santo Stefano d'Aveto e Tribogna.
IL COMMENTO
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