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Ho promesso a Cesare che non sarò arrabbiata con questa vita. Devo trovare il modo di fare qualcosa per chi attraversa un dolore simile.
Due frasi di due madri, due donne che sono diventate sorelle e che hanno purtroppo condiviso un destino, il più terribile, quello di dover dire addio al proprio figlio.
La prima frase è di Valentina Mastroianni che il 21 febbraio ha salutato così il figlio Cesare di 6 anni sul suo profilo @la_storia_di_cesare. Le altre parole me le ha dette Andreea davanti all'obitorio il 9 febbraio, il giorno dopo la morte della figlia Elena, 18enne, unica in Italia a essere affetta da Nupbl e della cui quotidianità ne ha fatto un profilo social @ildiariodiunamammarara.
Due storie e due vite partite lontane una dal Veneto e l'altra dalla Romania che si sono incontrate, scelte, amate e che la vita ha portato a condividere il dolore della malattia di una figlio e la sua morte a neanche due settimane di differenza. Una grande lezione a noi tutti, pronti a lamentarci per poco a far passare giorni e occasioni senza soffermarci su quelle piccole grandi cose che Cesare ci ha insegnato a vedere con il cuore e Elena con gli occhi della fantasia.
Un inno alla vita, si, vita anche se stiamo parlando di morte e soprattutto della morte più terribile ossia dei più piccoli e indifesi, di un bambino e di una ragazza. Ce lo hanno detto le loro mamme combattendo ogni giorno affinché i propri figli avessero una vita piena di esperienze e passioni, anche se a loro modo.
Due mamme diventate sorelle a cui la vita ha chiesto il dolore più grande: dire addio a una parte di sé. La vita vissuta in questi anni in un continuo di montagne russe rimarrà non solo dentro chi ha conosciuto Cesare e Elena direttamente ma anche chi lo ha fatto indirettamente, attraverso i social. E proprio a loro modo, ogni giorno, ci hanno insegnato a vedere il mondo in modo diverso con il cuore. Non dimentichiamocelo nella frenesia quotidiana delle piccole cose.
IL COMMENTO
Il destino incrociato di due mamme diventate sorelle
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