
La spinta di oltre diecimila tifosi a Ravenna non bastarono a Ielpo e compagni a vincere, perché i romagnoli di Novellino, squalificato, giocarono alla morte dopo settimane di sconfitte senza scossoni. Segnarono i padroni di casa con Gasparini e il Genoa li capi l’antifona. Arrivo’ il pari di Masini su rigore ma finì così con Iachini che per tutta la gara incitava i compagni, polemizzava con i genoani e si fece notare per la sua esultanza incontenibile al 90’. Girarono voci e congetture su premi a vincere da parti di altri club in lotta col Genoa, ma i tifosi se la presero con i giocatori rossoblu. Inutile la vittoria sul Palermo.
Ma otto anni dopo, il 5 giugno del 2005, riecco Iachini stavolta allenatore del Piacenza. Allo stadio Garilli, Milito e compagni avevano bisogno, come a Ravenna,di un successo per chiudere la cavalcata in A. Invece il match fu pieno di tensioni in campo e sugli spalti, dove c’erano 16.000 tifosi giunti da Genova. La battaglia con ammoniti ed espulsi e rissa conclusiva, termino’ 2-2. Fuori dallo stadio Iachini fece il dito medio alzato verso alcuni sostenitori del Grifo. Le prodezze di Stellone e Rossi non furono sufficienti e come si sa quella stagione si chiude tragicamente col caso Venezia e la conseguente retrocessione in C.
La “vendetta” arrivo 6 anni più avanti. Era il 27 aprile del 2011. Il Brescia di Iachini era sull’orlo della caduta in B. E giunse a giocarsi le ultime carte al Ferraris, proprio col Grifone allenato da Ballardini. Stadio quasi pieno solo per Iachini, che perse la testa sotto un nubifragio di fischi per tutto l’incontro. E il resto lo fecero i rossoblu: 3-0 con gol di Rafinha e Antonelli e un’autorete di Berardi. Il tecnico alla fine venne pure esonerato e in sala stampa fece polemiche con chi gli faceva domande non gradite. Sabato altro appuntamento di una storia infinita, con l’inedito palcoscenico senza pubblico.
IL COMMENTO
Partito del no, del si e magari del ni. Uffa che barba di campagna elettorale
Genova, il grande dono della Sopraelevata