
“Il dibattito pubblico – ha dichiarato Signorini – è stato molto utile e ci ha permesso di compiere valutazioni ulteriori rispetto a quelle che erano state effettuate in via preliminare. Il ruolo del recovery fund è stato determinante nell’avviare l’opera che era comunque già compresa nel piano straordinario di investimenti del porto, affidato alla responsabilità dell’ingegner Marco Rettighieri”.
Il quale ha ricordato come la nuova diga foranea sia solo uno dei tanti interventi messi a bilancio per migliorare la competitività del porto e diminuire il suo impatto sulla città: “Il cold ironing, cioè l’elettrificazione delle banchine, si inserisce in questo quadro di sostenibilità ambientale a cui vanno aggiunti i lavori di separazione del traffico pesante diretto allo scalo da quello leggero e tutta la pianificazione degli interventi ferroviari che miglioreranno il tasso di intermodalità, accrescendo la competitività del porto riducendo, nel contempo, il traffico su gomma che intasa strade e autostrade”, ha detto Rettighieri.
Per il sindaco di Genova Marco Bucci ha poco senso soffermarsi sul mero calcolo costi-benefici che, a giudizio del primo cittadino, è impossibile da effettuare con accuratezza: “La nuova diga è un’opera destinata a durare per molti anni, non si può prevedere con certezza come si evolveranno i traffici marittimi nel prossimi 30 o 50 anni – ha dichiarato il sindaco – io sono orgoglioso di essere parte di questo grande progetto che risponde alla vocazione naturale della nostra città, essere la porta d’Europa nel Mediterraneo”.
La nuova diga potrà fornire risposte anche al tema della salvaguardia del benessere dei quartieri-porto, in particolare quello di Sampierdarena: “La diga permetterà alla città di espandersi verso il mare – ha spiegato Bucci – e potrà fornire spazi anche a quelle attività che sono considerate di maggiore impatto sui cittadini. Per esempio i depositi costieri, che ho promesso di ricollocare da Multedo, ma anche le nuove esigenze collegate al Gnl”. E sulla partita dei depositi partirà, dalla prossima settimana, una sorta di dibattito pubblico con il contributo dell’università di Genova che permetterà agli abitanti di esprimere il proprio parere sul destino di questa attività industriale.
IL COMMENTO
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