
E' la linea che nel corso dell'ultima puntata di Shanghai aveva lanciato sandro Biasotti dichiarando: "Anche se con Musso ho avuto momenti di scontro ora dico che voterò per lui". Qualcuno nel partito di Berlusconi aveva storto il naso, qualcuno voleva una formale richiesta di apparentamento da parte di Musso.
Alla fine è prevalsa unalinea morbida considerando anche la disfatta del Pdl,
“Azzerare l’esecutivo cittadino per dare un segnale forte all’elettorato PDL che è scioccato dopo la batosta delle elezioni”: è stata la proposta di Gianni Plinio,
“Bisogna che colonnelli e caporali facciano un passo indietro e si torni ad ascoltare la base”, ha aggiunto aggiunge Plinio, che ha chiesto anche una nuova linea politica di rottura rispetto all'appoggio al Governo Monti. “Dobbiamo rifarci ai tantissimi elettori che mobilitammo a novembre, al Teatro della Gioventù, contro il sostegno all’esecutivo dei professori”.
Sull’appoggio a Enrico Musso Plinio aveva auspicato la libertà di voto e si è rifatto a Marine Le Pen. “Se Musso ha bisogno dei nostri voti, però, bisogna che li chieda, i voti non si regalano”, aveva detto il responsabile sicurezza del Pdl. Più critico Pierluigi Vinai, che finora era apparso molto freddo sull’ipotesi di un apparentamento con Musso.
All'esecutivo di oggi hanno preso parte il segretario genovese Gianni Barci, i vice coordinatori, i parlamentari e il capogruppo in Regione.
IL COMMENTO
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