
Secondo la Lav da Roma a Cesena, da Trieste a Napoli, da Siracusa a Firenze, da Taranto a Capalbio, da Montecatini ad Aversa "non c'é ippodromo né corsa di trotto o galoppo che ne sia stata immune. Inquinati, tra gli altri, il Gran Premio d'Italia a Merano, il Gran Premio Regione Friuli Venezia Giulia a Trieste. Utilizzate decine e decine di sostanze dopanti dalla cocaina al fenilbutazone, dalla teobromina-caffeina al Naproxene".
Il primato negativo del doping ai cavalli, riporta la Lav sulla base dell'indagine Unirelab, "spetta alla Campania (113 casi)", seguita da "Toscana (82 casi), Sicilia (76 casi), Lazio (60 casi) ed Emilia Romagna (56 casi)". Secondo Gianluca Felicetti, presidente della Lav, "questo settore che ha goduto fino a ieri di oltre 400 milioni pubblici di euro l'anno deve chiudere".
IL COMMENTO
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