Cronaca

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“Mi riservo di fare tutte le verifiche nelle sedi competenti”: risponde così Stefano Pesci, direttore generale di Amt, alla domanda se l’azienda stia valutando sanzioni disciplinari nei confronti degli autisti che ieri e martedì hanno bloccato decine di mezzi motivando la decisione con la scarsa sicurezza degli autobus. Ora chi ha bloccato gli autobus in rimessa potrebbe essere chiamato a rispondere. “L’intervento che è stato fatto è stato totalmente inopportuno, questa è la nostra valutazione”, è jl giudizio di Pesci.

“I mezzi sono vecchi - ammette il direttore generale di Amt - ma possono circolare
”: così l’azienda risponde anche ai sindacati, che mettono in discussione la sicurezza degli autobus, e ricorda che ci sono 200 lavoratori del comparto della manutenzione: “E’ un parco mezzi vecchio, ma i 200 lavoratori della manutenzione cercano di consegnare dei mezzi funzionanti e sicuri”.

I sindacati però non ci stanno, e in una conferenza stampa replicano ad azienda e anche al sindaco, che ieri aveva invitato i lavoratori a non giocare con i disagi dei cittadini: “Gli autisti Amt non hanno responsabilità, in caso di incidente rischiano di essere coinvolti penalmente. Il problema è strutturale è serio, il parco mezzi è vecchio, le rimesse sono piccole e mancano i pezzi di ricambio. Servono risorse per questo settore”, dice Andrea Gatto, di Faisa Cisal.

Ancora più duro Andrea Gamba – Segretario Filt Cgil, che attacca Marco Doria e la Regione: “Per il sindaco dipendenti Amt sono lavoratori di serie B. Quando altre categorie sono scese in piazza c’è stata giusta solidarietà. Quando protestano i lavoratori Amt si polemizza e si condannano”. E a proposito del consiglio regionale di martedì rinviato (avrebbe dovuto tenersi contestualmente al presidio dei lavoratori Amt) attacca: “La Regione martedì è scappata di fronte ai lavoratori venendo meno al suo mandato”.

E i sindacati rispondono anche ai cittadini inferociti per lo sciopero selvaggio di ieri e di martedì sera: “Ci scusiamo con gli utenti, ma non possiamo fare altro”.