
"In questa fase - aggiunge Burlando - io non penso a un'alleanza politica fra Pd e M5S. ma a un accordo per fare alcune cose importanti per il Paese e poi andare a votare l'anno prossimo contemporaneamente alle elezioni europee. Nonostante le critiche che sono state rivolte all'ultima riunione della direzione nazionale del Pd, io credo che sia stato l'unico momento politico serio degli ultimi anni, nel quale è emersa una grande preoccupazione ma anche la volontà chiara di non fare accordi con il Pdl. Grillo, invece, punta proprio a un'intesa fra Pd e Pdl per poterci 'asfaltare' entrambi alle prossime elezioni, mentre io sono convinto che non possiamo essere disponibili neppure ad appoggiare un governo tecnico con il Pdl. Se, come credo, noi manterremo questa posizione, non c'é alternativa a quella di un accordo su alcuni punti con il Movimento 5 Stelle".
Come, ad esempio, "la riduzione del numero e dei compensi dei parlamentari, riforma del bicameralismo, abolizione o riduzione del finanziamento pubblico ai partiti, riforma della legge elettorale, revisione del patto di stabilità che consenta agli enti locali di pagare le imprese di dare un po' di lavoro in un momento così difficile". "Io - conclude Burlando - non ho nessun ruolo, ma rivendico il fatto di aver avuto verso questo mondo un atteggiamento molto diverso rispetto al resto del mio partito".
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti