
I due ammiragli della Marina Militare incaricati dalla Procura di compiere la perizia sulle condizioni della nave dopo l'incidente del 7 maggio scorso, ritengono opportuno che vengano compiute delle prove sia in porto che in mare aperto, per accertare in particolare il funzionamento degli apparati motoristici. L'intento è anche quello di provare a simulare, in mare aperto, la manovra compiuta dalla nave prima di abbattere la Torre piloti.
Il procuratore capo, Michele Di Lecce, ha commentato: "E' opportuno fare questi ulteriori accertamenti nell'interesse di tutti".
Ha spiegato che è ipotizzabile che le prove si possano fare non prima della prossima settimana, anche perché bisogna coordinarsi con i soggetti che devono fornire le attrezzature necessarie. Inoltre è necessario che la società Messina, in occasione di queste prove, metta a disposizione un comandante, che non può essere l'indagato Roberto Paoloni, e un equipaggio adeguato. Una volta concluse queste operazioni la nave dovrebbe venire dissequestrata con tutto il suo carico.
Un'istanza in tal senso è stata presentata in Procura anche da un cliente della Messina che chiede la "liberazione" di uno dei container che si trovano a bordo della Jolly Nero e che trasporta pezzi di ricambio meccanici. Al momento, però, non è possibile scaricare la merce sia per motivi tecnici sia perché le prove della nave vanno fatte a pieno carico così come era al momento dell' impatto con la torre piloti. Intanto è stato riferito che, entro la fine della settimana, la polizia postale dovrebbe terminare l'analisi dei dati contenuti nei computer di bordo.
IL COMMENTO
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