
Si tratta di cinquecento tirocini rivolti ad altrettanti giovani dai 15 ai 35 anni per trovare lavoro e una staffetta generazionale per fare in modo che le persone piu’ anziane possano ridurre le loro ore di lavoro, mantenendo i contributi statali, in cambio dell’assunzione di giovani.
Il FSE, il fondo sociale europeo, ha stanziato 2 milioni di euro per favorire l’assunzione attraverso contratti di lavoro di apprendistato e tirocini di sei mesi, in grado, al termine, di trasformarsi in un contratto di lavoro permanente.
“Ci premeva oggi – spiegano gli assessori regionali alla formazione e al lavoro Rossetti e Vesco – mettere a sistema un modello integrato a favore dell’occupabilità dei giovani, attraverso un accordo con tutte le associazioni di datori di lavoro: Confindustria, Unioncamere, Confartigianato, Confcommercio, Confersercenti, CNA, alleanza delle cooperative italiane e Ordine dei consulenti del lavoro di Genova e provincia, per avviare azioni di programmazione economica e applicare in modo coordinato tutti i possibili strumenti di politica attiva del lavoro quali tirocini, contratto di apprendistato, patti tra generazioni e incentivi alle imprese che assumono”.
Un’iniziativa per il lavoro giovanile di fronte a una situazione, quella ligure, che segue l’andamento della media nazionale.
Nelle tipologie contrattuali i giovani risultano i piu’ penalizzati perche’ costituiscono la quota piu’ consistente, nel lavoro flessibile e nel tempo determinato. E il lavoro a tempo determinato risulta essere maggiormente utilizzato insieme al lavoro flessibile.
Sul complesso di disoccupati e inoccupati i giovani tra i 15 e i 34 anni costituiscono il 36%, pari a 42.200 unità, mentre gli ultra50enni sono il 24,8%, pari a 29.096 unità.
IL COMMENTO
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