
L’intervento rinforza e rimodella la struttura precedente: alla base con sottomurazioni di grossi massi, ciascuno fra le 3 e le 7 tonnellate, inglobati nel calcestruzzo, poi con una fitta serie di pali in ferro ancorati al letto del corso d’acqua sul lato a valle della briglia, ulteriormente consolidato da un muro in cemento armato. La struttura, lunga complessivamente 45 metri e protetta, sia a monte che a valle, da scogliere, sarà ribassata nella parte centrale di due metri rispetto alla briglia precedente, attraverso la realizzazione sulla sommità di un’apertura (tecnicamente una ‘gàveta’) lunga trenta metri per meglio consentire il deflusso delle piene, come prescritto dal piano di bacino.
“Dopo la ricostruzione della strada provinciale, già completamente riaperta un mese dopo l’alluvione – dice il commissario della Provincia, Piero Fossati – iniziamo quella della briglia fluviale. La demolizione nell’alluvione del 2011 della struttura precedente, che risaliva al 1880, ha provocato un drastico abbassamento dell’alveo dello Scrivia per diversi chilometri a monte, una situazione che senza il ripristino della briglia avrebbe potuto causare problemi molto seri sia alla viabilità, perché in questo tratto ci sono diversi ponti, sia ai sottoservizi, come il collettore fognario di vallata che corre quasi tutto lungo il corso del fiume sino al depuratore di Ronco.”
IL COMMENTO
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