
"E' il momento del raccoglimento e del dolore": sono state le uniche parole che il sindaco di Genova Marco Doria ha voluto pronunciare nel secondo anniversario in ricordo delle sei vittime dell'alluvione del 4 novembre 2011: Shpresa Djala, Gioia, Gianissa, Angela Chiaramonte, Serena Costa ed Evelina Pietranera.
Un minuto di silenzio sotto la pioggia è stato osservato all'incrocio tra corso De Stefanis e corso Sardegna davanti alla targa in ricordo delle sei vittime, dove i familiari, il Comune di Genova, il console onorario dell'Albania a Genova Giuseppe Durazzo e semplici cittadini hanno deposto corone di fiori e pensieri.
Durante la cerimonia alcuni passanti hanno urlato agli amministratori pubblici "fate i lavori, non le corone".
"Mi fa piacere che ancora oggi ci sia una grande partecipazione della città", ha sottolineato il papà di Serena Costa, Marco. "Il 4 novembre 2011 è una giornata che non potremo mai dimenticare", ha detto il console Durazzo, una donna e due bambine di origine albanese persero la vita nell'alluvione.
Il sindaco Doria ha scelto di non rilasciare dichiarazioni e di non tenere nessun discorso ufficiale preferendo discutere con il presidente del Municipio Bassa Val Bisagno Massimo Ferrante sui lavori fatti e da fare per mettere in sicurezza idraulica l'area.
Massimo Ferrante, presidente municipio Bassa Valbisagno, è intervenuto a Primocanale: "I disastri non arrivano casualmente, quanto accaduto in via Fereggiano è frutto degli errori fatti negli anni '60 e '70 con la speculazione edilizia in primo piano. La paura e il dolore sono ancora vivi a Genova".
Ancora Ferrante: "La polemica legata allo scolmatore del Fereggiano è inutile. L'opera è di vitale importanza per la zona. Ci auguriamo di iniziare a vedere l'opera a metà del 2014, con una conclusione dei lavori attesa entro 5 anni".
Ferrante conclude: "Oltre a via Fereggiano sono molte le zone critiche su cui ci stiamo concentrando. La solidarietà in quei giorni fu fondamentale e ancora oggi è forte".
IL COMMENTO
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