
I rinviati a giudizio sono Paolo Tizzoni all'epoca vice presidente della Provincia, Stefano Pinasco che era direttore alla manutenzione Strade, Parchi, Verde, Litorali e Piani di Bacino del Comune di Genova e altri dirigenti pubblici e privati, Mauro Lombardi, anche lui della Provincia e Agostino Ramella.
Sono stati rinviati a giudizio anche gli amministratori delegati delle aziende che avrebbero dovuto tenere pulito lo spazio davanti le imprese prospicenti il torrente Chiaravagna. Si tratta di Matteo Preziosi, figlio del patron del Genoa, per la Teras, Giacomo Tortarolo (Elsag), Daniele Legnani (Fincantieri), Alessandro Ghibellini (Tecnocittà), Francesco Berardini (Talea) e Sara Marchesi (Vegagest immobiliare).
L'accusa è quella di inondazione colposa. Durante l'alluvione un operaio che lavorava in una cava fu inghiottito dal fango mentre cercava di recuperare la sua moto. Per quella morte fu aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo e il pm Pinto aveva ribadito la richiesta di archiviazione che era già stata respinta dal gip. Oggi si sono costituiti parte civile 13 negozianti che avevano subito danni ingenti dall'alluvione. La prima udienza del processo inizierà il 15 maggio prossimo davanti al tribunale monocratico.
Le sette persone prosciolte dal gup Annalisa Giacalone, nell'ambito dell'inchiesta sull'alluvione che mise in ginocchio Sestri Ponente nel 2010, sono Maurizio Paterlini e Giovanni Canu, legali rappresentanti della Teras, Roberto Scialdone (dell'Immobiliare Levante), Gianbattista Ghigliotti (responsabile servizi Fincantieri), Paolo Ranuzzi e Ermanno Rho, dell'Immobiliare Vegagest) e Vittorio Cocchi (Esselunga).
IL COMMENTO
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