
"Vale-scrive Vassallo-lo stesso identico ragionamento che e' stato fatto per Ansaldo Energia. L'azienda non deve essere venduta a un concorrente perché questo - come è naturale - è interessato alle quote di mercato oggi coperte dall'azienda e non allo sviluppo dei prodotti".
Vassallo aggiunge: "L'impresa non puó peró rimanere così com'é perché, sottodimensionata rispetto a concorrenti internazionali, sarebbe in prospettiva destinata a soccombere nella competizione globalizzata. La soluzione sta nella ricerca di un partner industriale che rafforzi la competitività aziendale e la sua presenza sul mercato internazionale del segnalamento e del trasporto ferroviario. L'acquisto di quote da parte della Cassa Depositi e Prestiti non può dunque essere una soluzione definitiva, ma può rappresentare un primo passaggio di questo progetto industriale".
Vassallo fa poi un invito al Comune di Genova e a tutte le altre istituzioni lovali: "Il percorso disegnato per Ansaldo Energia dall'amministratore delegato del Fondo strategico italiano della Cassa depositi e prestiti - uno o più partner e poi la quotazione in borsa - potrebbe valere anche per Ansaldo STS; magari in un quadro di integrazione istituzionale delle aziende di Finmeccanica che operano nel mercato del civile. Che ruolo puó svolgere il Comune di Genova in questa vicenda? Apparentemente nessuno; nella realtà, importante. Puó - e dunque deve - insieme alla Regione e nel rispetto dell'autonomia dei diversi soggetti,costantemente confrontarsi con Finmeccanica e le Organizzazioni sindacali e fare pressione sul Governo perchè faccia scelte di politica industriale e dunque salvaguardi queste aziende che hanno prodotti altamente competitivi sui mercati internazionali."
IL COMMENTO
Che brutta quella piazza cerniera che doveva salvare il centro storico
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale