
Così il commissario straordinario dell'Ilva Enrico Bondi in audizione in commissione Ambiente alla Camera, spiegando che con la ricapitalizzazione ''visto, il dissequestro, ci sarebbe l'instaurarsi di un rapporto normale. Sono un amministratore delegato, seppure sui generis, ha detto, e ho bisogno di fare delle cose e chiedo risorse''. Il dissequestro ''ha reso l'azienda più forte'' e ''il mio - ha precisato Bondi - è un suggerimento'' ma ''credo che un test con la proprietà andrebbe fatto perché se ci fosse una risposta positiva alla richiesta di ricapitalizzare, cosa che non so, migliorerebbe anche l'atteggiamento delle banche nei nostri confronti''. Bondi ha chiarito che una volta che ci sarà il piano industriale quello andrà ''finanziato con il credito bancario''. Ma adesso c'è ''una sfasatura tra quello che potremmo già realizzare sul fronte del risanamento ambientale visti gli sforzi delle strutture preposte, guidate dal subcommisario Ronchi, e le risorse perché il piano industriale deve ancora vedere la luce''. ''Vista l'evoluzione positiva perché non provarci? A gennaio c'è da spendere 160 milioni per l'Aia e altrettanti a febbraio. Penso che la disposizione positiva possa aiutare il sistema a muoversi''.
IL COMMENTO
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