cronaca

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Sui pedaggi autostradali è scontro aperto fra l’assessore regionale ligure alle infrastrutture Raffaella Paita e il senatore Maurizio Rossi (Liguria civica), componente della Commissione Infrastrutture a Palazzo Madama.

Tutto nasce dall’aumento delle tariffe scattato il giorno di Capodanno e sul quale l’assessore Paita ha annunciato la volontà della Regione Liguria di “chiedere dei chiarimenti, perché i rincari non possono essere considerati un fatto automatico”. Paita si è mossa cavalcando le proteste scatenate dalle associazioni dei consumatori, che peraltro hanno messo in fila tutti i rincari del nuovo anno, legati anche a imposte e tassazioni varie, parlando di una stangata complessiva per le famiglie che si attesterà intorno ai 1.300 euro annui.

Nello specifico dei pedaggi, però, Rossi ha replicato a muso duro a Raffaella Paita, anche se nella nota l’assessore non viene esplicitamente citata: “La polemica è molto populistica. Tutti gli aumenti infastidiscono, ma vi sono nette differenze tra i vari concessionari anche i Liguria. Un concessionario, il primario, ha avuto un rialzo ben conosciuto e controllato dal Ministero derivante da aumento Istat (70%) più il rimborso sugli investimenti in Italia spalmato su tutta la rete pari a 1 miliardo di euro. Al contrario altri concessionari hanno un contratto difficile da comprendere con rimborso a ''piè di lista". Sono proprio questi che hanno avuto fortissimi rincari, al di fuori della Liguria, sui quali è necessario fare chiarezza”.

Considerando che uno dei temi spesso collegati ai rialzi delle tariffe autostradali è quello, in ambito ligure, della Gronda, Rossi osserva: “Analogamente quando si farà la Gronda (se le istituzioni locali smetteranno di creare inutili contrapposizioni) l'investimento verrà spalmato su tutta la rete nazionale, e non solo su quella ligure”.

Poi l’affondo su Paita: “Mi meraviglio di come politici esperti possano speculare, a caccia di visibilità, su una situazione che questa volta non ci riguarda direttamente”.