cronaca

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Si è aperto uno spiraglio di trattativa nella vertenza tra sindacati e Amt.

Nel vertice di ieri mattina, infatti, l’azienda ha presentato a Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Trasporti un pacchetto di proposte alternative per recuperare i 4 milioni di euro previsti dall’ipotesi di accordo siglata a fine novembre, dopo le cinque giornate di sciopero “selvaggio”. Ipotesi che lasciano pensare a  un dietrofront di Amt a estendere anche agli autisti i contratti di solidarietà.

Queste le ipotesi di intervento per recuperare quest’anno i 4 milioni di euro necessari a far quadrare i conti del 2014: congelare quest’anno
gli eventuali aumenti di stipendio
che potrebbero scattare con il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri; l’abbattimento, nel 2014, del 50% del monte ferie residue dei lavoratori;  a partire dal prossimo 1° giugno, l'applicazione dei contratti di solidarietà al 50% ad altre 30 persone, a fronte dei 60 dipendenti che, invece, nei prossimi mesi dovrebbero rientrare in servizio dopo la scadenza dei contratti di solidarietà.

Venerdì nuovo incontro fra sindacati e azienda.

Ma c'è anche un'altra vicenda: la metà dei soldi che Amt deve riuscire a trovare per far quadrare i propri conti glieli deve Atp, l’azienda di trasporto provinciale, infatti, è in debito di oltre 2,5 milioni di euro con quella di trasporto cittadino. Dei 16 milioni di debiti totali che ha accumulato Atp e che
la stanno portando sull’orlo del fallimento, due milioni arrivano dal conto degli interventi di manutenzione ai mezzi fatti a Savignone da un service
di Amt.
Mentre ammonta a 638 mila euro il debito che deriva dalla vendite dei titoli di viaggio dell’azienda genovese a opera di Atp, presso la biglietteria di Brignole. Un servizioche non esiste più e che era basato sul fatto che Atp vendesse i biglietti di entrambe le aziende in un’unica postazione, per poi dare ad Amt i ricavi dei propri biglietti.

Entro l’8 febbraio l’azienda deve presentare un piano di rientro, pena il fallimento. E per farlo ha chiesto un aumento del 10 per cento della contribuzione ai Comuni, e un ritocco delle tariffe: nessun aumento per i biglietti ma salirà il costo degli abbonamenti, inferiore comunque al 10 per cento.