Se la partenza della gara è abbracciata dalle grandi navi passeggeri, la maggior parte del percorso della Genoa Port Run si snoda nel regno delle merci. Il cuore lavorativo del Porto di Genova è il vero sfondo del percorso. Uno sfondo fatto di navi, gru, contenitori; di lavoro e di commercio.
L’anima viva e pulsante del Porto, ponti e calate costruiti nel XX secolo. Dai contenitori del Sech alle storiche rinfuse di Ponte Rubattino e San Giorgio, la gara passa sotto la Lanterna. Da calata Giaccone si corre verso Sampierdarena su quei ponti che evocano un lontano passato coloniale. Sono i ponti Etiopia, Eritrea, Somalia, Libia e le calate Massau, Mogadiscio, Tripoli. Costruiti nel Ventennio, un tempo simbolo della velleitaria grandeur del regime oggi terminal laboriosi, regno dei container. All’altezza di Ponte Libia si torna indietro, verso la Lanterna, verso un finale tanto impegnativo quanto affascinante (parte 2).
IL COMMENTO
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