cronaca

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Duemila telefonate e centinaia di numeri che compaiono nei tabulati telefonici che gli inquirenti stanno monitorando.

Emergono sempre più particolari dalla vicenda delle tre baby squillo di Ventimiglia che, a quanto risulta, chiedevano fino a 400 euro per vendere il proprio corpo, ma alla fine, venivano pagate meno, anche solo trenta euro a prestazione. Il tutto? Per emulare le giovani lucciole di Roma, come raccontato ieri alle forze dell'ordine dalle tre studentesse in lacrime. Ad essere accusati di prostituzione minorile aggravata sono cinque uomini: quattro residenti nell’estremo ponente. Uno di loro è stato arrestato in Piemonte perché sorpreso in possesso di sostanza stupefacente. Ma l’elenco degli indagati è destinato ad aumentare.

I poliziotti, diretti dal vice questore aggiunto, Giuseppe Ruggiero, hanno sequestrato i pc e telefonini cellulari delle ragazze, dai quali hanno ricavato una lista di centinaia di nomi all’interno dei quali sarebbero stati identificati clienti anche di fuori provincia.
Sono stati sentiti anche i genitori che dopo accertamenti si sono dimostrati ignari ignari dell’attività delle figlie, così come i  compagni di scuola e gli amici delle ragazzine.


Le ragazze inserivano gli annunci, fornendo nomi falsi e non utilizzavano mai i social network, per evitare che si venisse a sapere del giro tra gli amici.