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Il progetto del trasferimento della facoltà di ingegneria sulla collina degli Erzelli irrompe nella corsa alla poltrona di Rettore dell'ateneo genovese. I costi esorbitanti dell'operazione, il cambio di strategia operativa reso necessario dallo stop dell'agenzia di vigilanza dei contratti pubblici alla procedura di "acquisto di cosa futura", e le incognite legate alla logistica, mettono in allarme tutti i candidati in corsa per la poltrona di rettore, anche quelli che si sono detti favorevoli ad andare avanti con il progetto come l'attuale prorettore Maurizio Martelli:

“Noi avevamo il problema di capire se ci sono le compatibilità per questo tipo di progetto – dice - ci sono stati anni in cui il problema economico sembrava insormontabile, ora le cose sembrano un po’ cambiate: sui finanziamenti ci sono stati passi avanti e si è chiarito l’aspetto giuridico sulla procedura. Il problema vero è quello della logistica e di collegare le nostre stazioni, in particolare Principe, con la metropolitana veloce, fino a Cornigliano. Capisco lo scetticismo di tanti, se ne parla da tanti anni, ma la politica locale, regionale e nazionale non ha mai risolto la questione”.

In corsa per la poltrona di rettore anche l'attuale preside della scuola politecnica Aristide Massardo che sottolinea i ritardi nell’affrontare il problema della logistica: “Mi auguro che le istituzioni, e la regione in primis, si facciano carico delle problematiche di trasportare quattro mila studenti che tutte la mattine dovranno andare sulla collina degli Erzelli”. Massardo pone anche dubbi sulla gara europea per l’acquisizione dell’area: “Una gara d’appalto non è una cosa che si fa facilmente, ci sono tanti pubblici ed è giusto che si faccia con grande attenzione, poi c’è il problema della proprietà del terreno o dell’uso di superficie dell’area. Spero che si trovi una soluzione che non crei problemi a nessuno. Da candidato rettore dico che bisogna vedere le carte, la situazione è abbastanza difficile: oltre al quanto costa dobbiamo capire il quando. Quanto tempo ci vorrà per fare il trasferimento? Sono almeno sei anni che viviamo in vecchi edifici che non hanno avuto la manutenzione adeguata, se dobbiamo passarne altrettanti in queste condizioni dobbiamo mettere in conto aspetti molto complessi. E poi sull’edilizia universitaria non c’è solo il caso Erzelli su cui tutti hanno grande attenzione, ma il problema è anche quello di tutti gli altri: pensate a farmacia nel letto del torrente Sturla, a scienze dove piove dentro, ai chilometri che devono fare gli studenti di lingue, o guardate cos’è l’albergo dei poveri”

“Sulla legittimità dell’operazione ci sono dei dubbi – aggiunge il candidato Paolo Comanducci, preside di scienze sociali – la strada è quella dell’appalto europeo previa acquisizione del terreno e forse del progetto: servono garanzie per l’università, nel caso la gara andasse deserta, non ci fossero finanziamenti sufficienti o altri intoppi, si deve prevedere che si possa risolvere il progetto. Noi non possiamo permetterci – aggiunge Comanducci - di stipulare mutui molto grossi perché non avremmo piu fondi per fare quello che serve al funzionamento dell’Università. La sostenibilità finanziaria è un punto cardine: se è vero che servono 30 milioni per comprare il terreno, ecco mi sembra davvero troppo. E poi dobbiamo assicurare che il trasferimento avvenga senza un peggioramento delle condizioni logistiche attuali”.

Più ottimista è Alessandro Verri, vicedirettore del Dibris e anche lui candidato rettore: “Dopo quanto affermato dall'autorità garante, la situazione giuridica è più chiara - dice - anche gli aspetti finanziari potrebbero avere una schiarita. Abbiamo però degli altissimi costi di manutenzione che oggi non riusciamo a coprire. Ci sono preoccupazioni dal punto di vista finanziario, ma c’è un impegno della comunità nazionale e quindi ci sentiamo sufficientemente protetti dall’interesse collettivo su questo progetto, ma certo questo non deve intaccare quelle che sono il resto delle esigenze del nostro ateneo”.