cronaca

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Chiesta la cassa integrazione ordinaria per 102 lavoratori dei due gruppi a carbone della centrale di Vado Ligure sotto sequestro l'11 marzo.


Come anticipato ieri da Primocanale, l'istanza e' stata annunciata stamattina al vertice in prefettura a Savona da Tirreno Power.


I sindacati avrebbero preferito un impegno per la cassa straordinaria anche per i lavoratori dell'indotto. I lavoratori dell'indotto, sostengono i sindacati, potranno usufruire della sola cassa in deroga con contributi della Regione, che non potranno coprire periodi che vanno oltre 3-4 mesi. Molta la tensione durante il lungo vertice in Prefettura anche perché i sindacati hanno chiesto all'azienda conferme sugli investimenti già annunciati in particolare per quanto riguarda la realizzazione del nuovo gruppo VL6 e su questi non sarebbero arrivate risposte certe da parte di Tirreno Power. Molto accesa la reazione dei dipendenti dell'indotto. Uno dei loro rappresentanti, Antonio Monaco della Uil, ha urlato sulla piazza durante il presidio: "Noi saremo sempre al fianco dei dipendenti della centrale perchè senza di loro le risposte nei nostri confronti saranno sempre nulle e senza di noi la loro battaglia non potrà essere vinta. Lo abbiamo già fatto 15 anni fa e continueremo a farlo anche ora: dobbiamo stare uniti perché il momento è drammatico per tutti". I lavoratori si sono dati appuntamento per domattina alle 6 davanti ai cancelli della centrale per un presidio di protesta.


"Non riusciamo a capire - ha commentato l'assessore regionale Enrico Vesco - la rigidità da parte dell'azienda nel voler chiedere la cassa ordinaria quando con quella straordinaria ci sarebbero state possibilità maggiori di coprire anche quelli dell'indotto. Con le poche risorse a nostra disposizione - ha concluso l'assessore - cercheremo di soddisfare anche le loro aspettative".


Intanto i sindacati hanno ottenuto la convocazione di un tavolo interministeriale sulla vicenda della centrale, a cui la magistratura ha sequestrato i due forni a carbone l'11 marzo scorso per violazioni alle norme antinquinamento. Al tavolo, che si riunirà il 9 aprile a Roma, parteciperanno il ministero dello Sviluppo economico, del Lavoro e dell'Ambiente. La decisione è emersa durante un vertice in prefettura tra azienda e sindacati.


Sindacati sul piede di guerra, in parallelo, dopo l'annuncio della cassa integrazione per 102 unità. "Se non otterremo risposte chiare dal tavolo romano l'unica strada da percorrere sarà quella dello sciopero generale". E' quanto ha affermato Fulvia Veirana, segretaria della Cgil di Savona. "Ormai non è soltanto una questione di Tirreno Power, ma di tutta la provincia di Savona che da tempo sta vivendo una situazione drammatica a livello economico ed occupazionale", ha osservato la sindacalista sottolineando che il sindacato valuterà "nelle prossime ore" il da farsi.