
Ieri davanti al gip Adriana Petri si è presentato il faccendiere milanese Ernesto Cavallini. L'uomo ha sostenuto che "i prestiti ricevuti da Carige erano tutti coperti da immobili dati in pegno alla banca" e ha aggiunto di non aver "mai ricevuto alcun trattamento di favore". Cavallini ha risposto a tutte le domande del gip Petri durante l'interrogatorio di garanzia, con l'assistenza dell'avvocato Carlo Benini di Ravenna e ha parlato per tre ore per spiegare i suoi rapporti privilegiati con la banca che, secondo quanto denunciato da Bankitalia, gli aveva concesso un maxifido senza garanzie. "Ho sempre fatto la trafila - ha detto Cavallini - e ho sempre dato tutte le garanzie necessarie. Non era Berneschi, che tra l'altro conoscevo superficialmente, che mi faceva i prestiti, ma normali funzionari".
Oggi sarà il turno di Ferdinando Menconi, ex ad di Carige Vita nuova, il ramo assicurativo usato, secondo gli inquirenti, per gli acquisti supervalutati in modo tale da creare plusvalenze per le società degli stessi arrestati.
IL COMMENTO
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