
Lo ha detto l'amministratore delegato di Banca Carige, Piero Montani, in conference call, parlando della tempistica di cessione delle compagnie assicurative. Montani ha però ricordato che "stiamo parlando di una trattativa che richiede un incontro di due parti, un compratore e un venditore" interessate a chiudere alle condizioni migliori.
"Vogliamo accelerare il più possibile ma non vorremmo che l'accelerazione si traduca in un minor vantaggio", ha aggiunto ricordando l'esistenza di un "trade-off" tra tempistica di conclusione della trattativa e condizioni a cui potrà avvenire la cessione. Carige sta trattando in esclusiva con Apollo la cessione delle compagnie assicurative. Il periodo di esclusiva, emerge dalle slide di presentazione dei conti, scade il prossimo 30 settembre.
Nel corso della conference call con gli analisti l'AD di Carige si è spinto oltre parlando di possibile cessione delle attività di leasing, factoring e i crediti 'non performing' fino a 100 milioni di euro.
"Valuteremo la cessione del leasing e del factoring, settori non più identificabili nell'obiettivo che la banca si è posta" ha spiegato - Si tratta di 200-300 milioni di crediti per quanto riguarda il factoring e circa 800-900 milioni per quanto riguarda il leasing: "la produzione di questi due comparti è molto scemata" ha detto Montani, sottolineando come non valga la pena sostenere i "costi di produzione" necessari per tenere in vita le strutture dedicate. Quanto ai crediti non performing "partiremo con la vendita delle pratiche inferiori ai 100 milioni, stiamo cercando di focalizzare meglio questa attività".
Sul fronte dei dati del primo semestre 2014 la fase di messa in sicurezza è completata, ora si procede all’efficientamento della macchina operativa: è quanto si legge nel documento di Banca Carige relativo ai risultati del primo semestre 2014.
Il documento è stato presentato dall’amministratore delegato Piero Montani. Tra le iniziative completate l’aumento di capitale, l’avvio delle trattative di cessione delle assicurazioni, il rafforzamento del management team e la mitigazione del profilo di rischio finanziario e creditizio.
“La banca arriva da un forte deficit di capitale, ma non va dimenticata la difficoltà ambientale nella quale ha operato legata sia alla bufera giudiziaria sia alla congiuntura economica” , ha dichiarato Montani. La seconda fase, già in corso, prevede la razionalizzazione della rete di filiali (diminuite di 38 unità nel primo semestre 2014), l’avvio delle trattative sindacali per esodi incentivati, lo spostamento di organico dalla sede centrale ad altre attività e la cessione di attività non core (come Esaote, la cui partecipazione è già stata ceduta). La terza fase del piano prevede nuovi impulsi commerciali con la creazione di un polo Wealt Management, la trasformazione digitale e “nuove modalità di presidio del territorio”.
“L’aumento di capitale ha aperto la Banca al mercato - si legge ancora nella relazione - Le cifre presentate parlano di un passaggio di presenza azionaria di Fondazione Carige dal 46,43% del 31 dicembre scorso al 19,18% attuale, con l’aumento della presenza di investitori di mercato dal 37,38% al 69,56%.
Positivi i dati della raccolta: +2,3% rispetto al 2013, con la raccolta core che segna una crescita del 3,6% rispetto all’anno passato (per un totale di 14,7 miliardi). Positivo, anche se meno incisivo, l'andamento del collocamento dei prodotti Bancassurance, cresciuto del 30%.
IL COMMENTO
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