
E' quanto disposto dal giudice per le indagini Preliminari Diana Brùsacà, che ha accolto le tesi esposte dal pubblico ministero.
A restare in bilico è invece la posizione di Franco Bonanini, ex presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre, a suo tempo pesantemente coinvolto nell'inchiesta "Mani Unte" sulla malagestione dell'ente. Bonanini finì prima in carcere e successivamente agli arresti domiciliari, prima di approdare a Strasburgo come europarlamentare in quota Pd, ed è attualmente a processo proprio per quella vicenda.
L'ex "Faraone" è stato chiamato in causa dall'inchiesta sulla frana come presunto proprietario dei terreni dai quali i massi si staccarono precipitando sul sentiero degli innamorati, provocando il ferimento delle turiste e il sequestro della passeggiata, che da allora è chiusa al pubblico.
In realtà sembra che i terreni di Bonanini si trovino solo vicino a quelli da dove ha avuto origine il movimento franoso. Lo stralcio del fascicolo avrebbe il compito di stabilire se l'ex presidente dell'ente Parco, in virtù della sua posizione e delle risorse a disposizione, avrebbe potuto evitare in qualche modo che si creassero le condizioni per il dissesto geologico alla base dell'incidente.
IL COMMENTO
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