
L'unico voto contrario è arrivato dalla Regione Liguria, perchè favorevole alle due fasi comprendenti il riavvio dell'attività, con valori dentro il quadro normativo e successivamente l'adeguamento a limiti più bassi. Critica rimane l'azienda che ha contestato sette punti contenuti nel documento istruttorio finale per la concessione dell'Aia redatto dalla commissione competente. Tra questi i tempi di realizzazione della copertura del carbonile e l'obbligo di accendere con il gas i due gruppi a carbone che richiederebbe un tempo di almeno 16 mesi per la realizzazione del nuovo sistema durante i quali l'impianto resterebbe fermo.
La centrale è sotto sequestro dal marzo scorso, per violazioni all'Aia, gli operai sono in cassa integrazione. La procura di Savona ha aperto una inchiesta per disastro ambientale.
"Abbiamo ribadito le nostre perplessità e preoccupazioni sull'impostazione data dal gruppo istruttore. Anche perché dal punto di vista sanitario non si riescono ad avere elementi completi. Soprattutto a fronte delle ultime posizioni espresse dalla Asl 2 Savonese e dal ministero della Salute sarebbe stato utile una sospensione della procedura dell'Aia per acquisire tutte le certezze necessarie", ha osservato l'assessore regione allo Sviluppo Economico Renzo Guccinelli al termine della conferenza dei servizi.
Visto il voto negativo della Regione non è da escludere che il caso Tirreno Power sia ora portato all'attenzione della conferenza Stato-Regioni e comunque l'azienda spera che nel passaggio del documento all'esame del ministero dell'Ambiente possano essere apportate delle modifiche all'attuale assetto dell'Aia prima della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Tirreno Power sarà al centro di un incontro fra le parti convocato per l'11 dicembre a palazzo Chigi.
IL COMMENTO
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