
Il Consiglio ha preso atto del parere dell'Avvocatura dello Stato rilasciato all'Ateneo genovese che ha ribadito la non percorribilità della fattispecie giuridica di compravendita di cosa futura. Tale opzione contrasta infatti con la normativa europea e nazionale in materia di appalti in cui e' coinvolta una pubblica amministrazione.
Inoltre, lo stesso presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, ha dichiarato in audizione alla Commissione ottava del Senato che l'appalto per la progettazione deve essere separato da quello per la realizzazione e, quindi, che l'ppalto integrato deve essere considerato un'eccezione.
Il Consiglio ha poi ricordato l'assenza di un piano logistico completo e sostenibile riguardante le criticità di accesso alla località Erzelli. Non solo, la Scuola Politecnica ha rimarcato la mancanza di un piano industriale del polo che individui la realizzazione di prodotti e servizi competitivi tali da richiamare attività di ricerca e mantenere sul lungo termine la competitività dell'insediamento.
LA SFIDA DEL RETTORE - Nel frattempo qualcosa si e' mosso. Attraverso i microfoni di Primocanale, il Rettore Paolo Comanducci ha lanciato una sfida alla Regione Liguria. "Un’ipotesi su cui stiamo ragionando è che il MIUR storni alla Regione 75 milioni destinati alla creazione del polo scientifico tecnologico. La Regione ha certamente spalle più larghe nella gestione di un appalto, potrebbe usare una sua società in house per la costruzione diretta dell’edificio e poi darlo in comodato d’uso gratuito all’Università. I tempi sarebbero certamente più rapidi".
La nuova strada è stata presentata al Ministero proprio dopo che l'Avvocatura dello Stato ha bocciato l'ipotesi di un acquisto della futura sede sulla collina prima ancora che venisse realizzata. "Il progetto dovrebbe essere attualizzato rispetto a quello realizzato 7 anni fa – ha aggiunto il Rettore dell'Università di Genova -. Poi c’è l’aspetto logistico, e le eventuali soluzioni devono essere finanziate. In questo momento noi dimostriamo la volontà di fare.Certamente non accettiamo le scorciatoie ai margini della legge".
E BURLANDO RACCOGLIE LA SFIDA - “Se ci venisse chiesto di svolgere questo compito, noi lo faremmo volentieri”. Con queste parole il presidente Claudio Burlando ha raccolto la sfida lanciata dal Rettore Comanducci a Primocanale. “Purtroppo questa vicenda ha messo in cattiva luce l’operazione e l’Università, perché otto anni sono troppo per decidersi. Però, piuttosto che lasciare incancrenire tutto, se ci viene chiesto di assumere una responsabilità la assumiamo”, ha dichiarato Burlando.
Burlando ha tracciato in via approssimativa le modalità di spesa dei fondi stanziati, che ammontano a 85 milioni di euro (75 milioni di euro fanno capo al Miur e 10 al Ministero dei trasporti). “Se andasse avanti questa idea, penso che i 10 milioni andrebbero utilizzate per finanziare, in tutto o in parte, l’impianto Fune, che dovrebbe collegare l’aeroporto, la stazione ferroviaria nuova ed Erzelli”, ha detto Burlando. “Questi 10 milioni non basteranno probabilmente, ma è già una bella dote. Ricordo che l’Unione Europea ha cofinanziato il progetto ed è disponibile forse a cofinanziare anche l’intervento. I 75 milioni potrebbero essere usati, invece, per realizzare una grossa infrastrutture tecnologica di laboratori condivisi tra Università, Cnr, Iit e quanti altri fossero interessati”, ha concluso il presidente.
IL COMMENTO
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