
Minasso si dice “stupito delle reazioni”, perché ritiene assolutamente naturale chiedere i voti anche a persone di altra provenienza politica. “Mi ha fatto pensare in questo mese il fatto che molti si siano stupiti che in elezioni aperte si vadano a chiedere i voti anche dello schieramento opposto. Le Primarie del centrosinistra erano aperte anche agli extracomunitari, quindi non vedo perché negare il voto ai fascisti non pentiti ma comunque italiani. E poi le Primarie erano aperte anche all'Udc, quindi potremmo aver votato tutti per loro”, afferma l’ex di Alleanza nazionale.
Minasso indirizza le parole più dure a Sergio Cofferati e a chi ne ha appoggiato la candidatura alle Primarie. “Si sono stupiti di quello che è successo anche molti che hanno appoggiato Cofferati, come l'assessore Barbagallo della provincia d'Imperia, che è un socialista ex teardiano e ha contattato molti di Ncd per fargli votare Cofferati”, denuncia Minasso.
Ma l’atto d’accusa più pesante l’ex parlamentare lo rivolge al segretario del Pd Giovanni Lunardon. “Quando ci fu il congresso regionale del Pd, non si fece nessuna remora nel venire a cercare i voti del centrodestra. Ci sono assessori e consiglieri della provincia di Imperia che sono stati contattati per far votare Lunardon”, attacca Minasso. “Quindi hanno fatto la stessa cosa lui, la Paita e Cofferati. Anzi, nel caso di Lunardon è più grave perché ha chiesto i voti per diventare segretario Pd”.
L’esponente di Area Popolare spiega i motivi della tempistica di questa rivelazione. “Ho deciso di dire questa cosa solo adesso e non subito dopo le Primarie perché non era nel mio stile. Pensavo che quello di Cofferati, Lunardon e di una certa sinistra fosse uno sfogo immediato, invece hanno veramente esagerato. Non possono predicare bene e razzolare male. Cofferati ha detto che mio padre era un fucilatore di partigiani, quando invece nel 45 aveva 13 anni. Furono i partigiani a sparare sulla mia famiglia. Cofferati ha insultato pubblicamente la mia famiglia su televisioni e giornali”, conclude Minasso.
LA REPLICA DI LUNARDON – “Escludo che ci sia stato un apporto di Ncd al Congresso regionale. Non l’ho sollecitato, né richiesto, né ricevuto. Né personalmente, né attraverso altri esponenti”. Arriva a stretto giro di posta la replica del segretario regionale del Pd Giovanni Lunardon.
“Questa ricostruzione non corrisponde a verità”, afferma Lunardon, che illustra le ragioni che ritiene abbiano spinto a Minasso a fare queste dichiarazioni. “Mi pare che sia un maldestro tentativo per gettare spazzatura nel ventilatore e credo anche per giustificare lo stato confusionale in cui versa un partito come Ncd che continua a saltabeccare da destra a sinistra senza una rotta. Non ho mai richiesto, né ricevuto, i voti di Minasso in nessuna circostanza, tantomeno al Congresso regionale”, ribadisce il segretario regionale Pd.
Lunardon getta uno sguardo anche alle prossime elezioni regionali e boccia ogni ipotesi di alleanza con movimenti di centrodestra. “Escludo che al Congresso regionale si sia verificato qualcosa di questo tipo. Lo escludo risolutamente. Se questo era il tentativo per farci cambiare idea su Ncd, direi che Minasso si deve mettere il cuore in pace perché non abbiamo nessuna intenzione di cambiare il nostro atteggiamento nei loro confronti. Confermiamo che non abbiamo intenzione di fare accordi con Ncd, neppure nella nuova veste di Area Popolare. Abbiamo assunto una posizione chiara in Direzione”, conclude Lunardon.
Il tempo, come sempre, sarà galantuomo e stabilirà chi dei due esponenti politici dice il vero.
IL COMMENTO
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