
I due medici avevano usufruito di una borsa di studio emessa dalla Regione Liguria, per la frequenza del corso di formazione professionale in medicina generale. Secondo il pm contabile, avrebbero svolto attività libero-professionali, retribuite, incompatibili con la fruizione della borsa di studio. Le indagini erano state svolte dalla guardia di finanza e avevano coinvolto una quindicina di medici specializzandi.
Per i giudici liguri, non vi sono dubbi sul fatto che il medico condannato al risarcimento, abbia svolto attività lavorative incompatibili con la borsa di studio, ma ritengono che non debba risarcire l'intera somma, 29 mila euro, ma solo "quella percepita per lo svolgimento di attività incompatibili, dovendo presumersi che le stesse siano state commisurate all'entità dell'impegno lavorativo che ha distolto il medico dall'obbiettivo della specializzazione".
Per quanto riguarda il collega, anche in questo caso la procura chiedeva la restituzione dell'intera borsa di studio, 23 mila euro. I giudici, però, hanno ritenuto che "si era trattato di attività meramente occasionali, svoltisi al di fuori di momenti formativi". Infatti, due prestazioni sarebbero state svolte prima dell'inizio del corso e la terza era una giornata da scrutinatore nell'ambito delle elezioni del consiglio dell'ordine dei medici e per questo è stato assolto. Altri quattro sono in attesa di sentenza, per gli altri otto il caso è in definizione.
IL COMMENTO
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