
OBIETTIVO: RECUPERARE TRAFFICO
Secondo il comitato, presieduto dal capo di gabinetto del Ministero delle Infrastrutture Giacomo Ajello, per raggiungere questi numeri sarà necessario ampliare il bacino di riferimento dei porti italiani, recuperando il traffico che oggi bypassa il nostro Paese dirigendosi direttamente agli scali del nord Europa. Per farlo, però, servono investimenti sui porti e sulla logistica: interventi che il Piano prevede siano finanziati prevalentemente dai fondi europei legati allo sviluppo dei corridoi TEN-T.
INFRASTRUTTURE E DIGITALIZZAZIONE
Il documento presentato a Lupi parla di riduzione dei costi e recupero di efficienza della catena logistica, con razionalizzazioni sulle banchine e adeguamento delle infrastrutture collegate, passando dalla sburocratizzazione degli interventi all’estensione della digitalizzazione nelle pratiche doganali. Tra le ipotesi anche quella della defiscalizzazione degli interventi per la portualità.
RESTANO MOLTE DOMANDE SENZA RISPOSTA
Obiettivo ambiziosi e numeri affascinanti, ma per ora non arrivano risposte chiare su temi di fondo. Quali saranno le coperture dell’eventuale defiscalizzazione degli investimenti? Questa scelta cancellerà l’ipotesi dell’autonomia finanziaria? Lupi aveva parlato di una classificazione come quella degli aeroporti, con conseguente lista delle priorità negli investimenti. Che fine ha fatto? Sarà compresa nel documento finale? Sono solo alcune delle domande ancora senza risposta, in attesa che Lupi convochi presenti la bozza di riforma della Legge 84/94, attesa ormai da anni, che dovrà affrontare anche temi come quello della fusione delle Autorità portuali e dell’eventuale agenzia unica nazionale.
IL COMMENTO
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