cronaca

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Dopo le nozze gay, il prossimo passo è quello delle adozioni per queste coppie. E' il pensiero del presidente della Cei Angelo Bagnasco. "Un conto sono i diritti individuali dei singoli tutelati dal codice civile e un altro è creare nuovi soggetti di diritto, un "novum", che va di fatto ad equipararsi alla famiglia basata sul matrimonio tra uomo e donna". Una volta legittimate le nozze gay, secondo il porporato "non sarà possibile negare loro gli stessi diritti delle coppie fondate sul matrimonio, come l'adozione dei bambini"

Non è possibile ritenere o affermare che queste nuove formazioni non abbiano gli stessi diritti delle famiglie fondate sul matrimonio, come ad esempio l'adozione di bambini, perche' di fatto vediamo negli altri paesi europei che, una volta stabilito il principio della coppia in quanto coppia, immediatamente la magistratura europea come anche quelle nazionali riconoscono, intravedono delle discriminazioni e quindi impongono l'assoluta uguaglianza al matrimonio, alla famiglia. E' inutile illudersi", ha detto Bagnasco, a margine di una visita allo stabilimento Ilva di Cornigliano in vista della Pasqua e dove ha celebrato la messa. "Ciò avrà ricadute educative nelle classi a cominciare dalle scuole materne perché già i testi che circolano impongono di rappresentare in bambini anche in tenerissima età diverse possibilità di relazione, di rapporto, di famiglie e anche di sessualità".

Il presidente della Cei è intervenuto anche sul tema Ilva. "L'Italia è sempre stata all'avanguardia per la produzione dell'acciaio, è apprezzata ovunque. Ora, lasciarsi spolpare credo che non sia una buona politica", ha detto Bagnasco in riferimento alla vendita di aziende italiane. "L'Ilva assolutamente ce la deve fare a risanarsi. E se lo Stato e tutti gli altri coinvolti faranno di tutto perchè possa continuare a vivere e svilupparsi, il risultato sarà positivo per i lavoratori, le loro famiglie, per l'indotto e per il bene del Paese davanti al mondo".

Infine, una battuta sul ritorno in campo di Berlusconi e le polemiche delle ultime ore. "Quello che i singoli decidono sono sempre decisioni personali, ma che si calano in contesti sociali, politici, lavorativi con cui bisogna fare i conti. Non bastano le decisioni personali", ha chiosato il presidente della Cei, commentando l'assoluzione del Cav nel processo Ruby.